Il Medioevo: castelli, signori, poeti

Dopo numerose trasformazioni nel corso dell'alto medioevo Luni finì per decadere fino a ridursi, attorno all'anno mille, ad un castello con un mercato situato in prossimità della Cattedrale. Luni rimase il centro amministrativo e religioso più importnate del territorio che anticamente comprendeva tutta la valle della Magra con i suoi affluenti, una parte della valle del Serchio e il litorale compresso a nord del fiume Versilia fino a Levanto. Tale territorio, corrispondente all'estensione della Diocesi medievale di Luni con le sue 35 pievanie, è oggi indicato come Lunigiana Storica.

Le prime notizie della presenza di un vescovo risalgono alla seconda metà del V secolo, e da questo periodo sono noti diversi centri ecclesiastici in prossimità della città. Tuttavia, la cristianizzazione del territorio interno fu un processo lungo e complesso che si prolungò per tutto l'alto medioevo, come testimonia ad esempio la celebre Epigrafe di Leodegar conservata a Filattiera.

Dopo la fine dell'Impero romano di Occidente, nel periodo delle invasioni barbariche, la Lunigiana  fu teatro degli scontri fra Bizantini e Longobardi. Nel 552 il generale bizantino Narsete occupò Luni, che divenne capitale della provincia bizantina "Marittima Italorum" e sede di un "magister militum". Come conseguenza, in questo periodo la città fu rinnovata architettonicamente e la sua cattedrale fu ricostruita. Anche Sorano, presso l'attuale Filattiera, diventò un centro amministrativo e militare di rilevanza nella Lunigiana interna.
L'egemonia bizantina fu  messa in discussione dall'invasione dei Longobardi iniziata nell'anno 568. La Toscana fu occupata dai Longobardi negli anni 568-570, che tuttavia riuscirono a controllare pienamente la Lunigiana solo dopo il 643, durante il regno di Rotari. Nei secoli VI-VII la Lunigiana diviene dunque una frontiera militare tra Longobardi e Bizantini, nella quale furono costruiti diversi castelli, per  una sorta di linea fortificata o "limes".
Dopo la conquista longobarda del territorio la Lunigiana cominciò ad orbitare nell'area di Lucca. Questa influenza proseguì anche sotto i Franchi: mentre si assisteva alla definitiva crisi di Luni, fiaccata dai i saccheggi saraceni, come quello dell'anno 848, e da quelli Normanni dell'anno 860, il Ducato longobardo fu sostituito da un Marchesato carolingio, ma non ci furono grandi cambiamenti di tipo politico fino al X secolo.  Il territorio venne riorganizzato secondo il modello delle “curtes”, proprietà fondiarie rurali che saranno alla base della successiva feudalizzazione e incastellamento del territorio.

Proprietari di queste corti erano i principali gruppi aristocratici, ma anche i Vescovi e le chiese. Tra i gruppi nobiliari, risaltano gli Obertenghi e i loro diversi rami.
A metà del X secolo, il re d'Italia Berengario II creò la Marca della Liguria orientale (Obertenga), staccando di fatto la Lunigiana dal dominio di Lucca. La Marca della Liguria Orientale fu affidata al conte di Luni Oberto, capostipite degli Obertenghi.

A partire da questo periodo la Lunigiana riveste anche un ruolo centrale nella viabilità Europea, divenendo un corridoio strategico tra il Nord Italia e la Toscana Tirrenica, e più in generale tra l'Europa e il Mediterraneo. E' in questa fase che pellegrini, eserciti, mercanti e uomini politici attraversano la Val di Magra viaggiando da Nord a Sud (e viceversa). Proprio nel Medioevo nasce la più importante via storica Europea, la Via Francigena.

Nei secoli X-XI la crisi del Regno Italico e l'assenza di centri urbani di riferimento  favorirono una forte frammentazione  che condusse allo sviluppo di numerose piccole signorie territoriali (si assiste ad una prima intensa fase di incastellamento della Lunigiana) dominate ora da nobili famiglie, ora dai vescovi-conti di Luni che divennero per lunghi periodi il vero punto di riferimento.
I secoli XII e XIII sono ancora caratterizzati da una forte instabilità politica nella quale si delineano però l'ascesa dei Malaspina (uno dei quattro rami degli antichi Obertenghi) e il consolidamento del potere dei Vescovi di Luni. Anche in questa fase la Lunigiana emerge come terra di passaggio e comunicazione, luogo strategico per il controllo dei flussi commerciali e militari. L'interesse per il controllo di questa viabilità e il fatto di poter contare sui poteri locali indusse agli imperatori Svevi a guadagnarsi l'appoggio del vescovo lunense e dei Malaspina concedendo loro privilegi e confermando i loro possedimenti, come fece Federico I nell'anno 1164 con Obizzo Malaspina e nel 1185 con il vescovo di Luni, che fu in quella occasione nominato conte di Luni. Nel 1167 lo stesso Federico I riconosce Pontremoli come Comune autonomo dotato di un proprio territorio, mentre sul litorale compare Sarzana, dove i vescovi di Luni si trasferiscono a partire dal 1204. 
Il XIII secolo fu il periodo di massimo sviluppo delle azioni espansive dei Malaspina che riuscirono a integrare nella loro signoria altre minori, entrando sempre più in attrito con i vescovi conti di Luni: scontri noti a partire dalla pace di Aulla dell'anno 1202 che terminarono solo con la pace firmata nell'anno 1306 al castello di Castelnuovo di Magra, alla quale partecipò Dante Alighieri (in esilio proprio in Lunigiana) in quanto procuratore dei Malaspina. Il vescovo conservò soltanto un potere limitato nel litorale e nella bassa valle della Magra, mentre tutto il settore centrale e settentrionale restò in mano ai Malaspina, che tuttavia non riuscirono mai a formare una signoria unitaria. La prima divisione di tutto il patrimonio Malaspiniano in due grandi blocchi, assegnati a due rami che divennero casati autonomi, fu nell'anno 1221. A Corrado Malaspina, primo rappresentante dello Spino Secco, fu assegnato tutto il territorio situato sulla riva destra del Magra. Per contro Obizzo Malaspina ricevette tutti i territori disposti sulla riva sinistra del Magra con eccezione di Villafranca, e divenne il capostipite del ceppo dello Spino Fiorito, con sede a Filattiera . Solo Pontremoli, libero comune, non segue le sorti della dinastia Malaspina.
Questa prima grande divisione fu seguita da altre irreversibili suddivisioni che condussero a una impressionante frammentazione del territorio, che portò infine la Lunigiana ad essere dominata sa Signorie e poteri esterni fin dal basso Medioevo.

Dopo i brevi tentativi di unificare il territorio da parte di alcuni personaggi come Castruccio Castracani e Spinetta Malaspina, nella prima metà del secolo XIV, la Lunigiana fu spartita fra le maggiori città-Stato del tempo:  Genova, Milano, Lucca, Firenze.
 


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