Castello di Terrarossa

Il castello nasce, nel secolo XVI, per sostituire le funzioni residenziali di una vecchia fortificazione medievale, situata sopra un'altura che domina la confluenza del Civiglia nella Magra.

L'attuale strada statale non segue il vecchio tracciatoo che attraversava interamente il borgo, ma lo interseca isolando dal contesto edilizio originario l'imponente residenza Malaspiniana, costruita nella seconda metà del secolo XVI per iniziativa del primo marchese di Terrarossa.

L'imponente castello (si tratta di una delle più ampie residenze malaspiniane esistenti) viene realizzato su di uno schema quadrilatero, il medesimo adoperato probabilmente dallo stesso marchese per la costruzione del castello di Pontebosio. Infatti Fabrizio Malaspina prima di ottenere il possedimento di Terrarossa ha in feudo Pontebosio, tra il 1574 ed il 1581, il cui castello presenta un analogo schema planimetrico quadrangolare. Le proporzioni del castello di Terrarossa appaiono, al confronto con quello di Pontebosio, imponenti.

Il castello occupa una superficie di circa 1.250 metri quadrati, con una cubatura di 7.800 metri cubi, per un complesso di 43 vani. Una bella veduta del castello e del feudo compare in una pregevolissima rappresentazione conservata nel fondo Malaspina 238 dell'Archivio di Stato di Firenze. 

Nel 1617 il castello fu ceduto, insieme al feudo, a Cosimo II de’Medici, che lo incorporò nei beni di Toscana.

La storia di questo castello, nato sul “castrum” bizantino di Rubra e indicato come tale sulla Tabula Peutingeriana, non finisce nell’oblio. Recuperato e restaurato è oggi “la porta di accesso alla Lunigiana”, centro di importanti manifestazioni, mostre, rassegne, convegni. Vi ha sede la Vetrina della Lunigiana, che ospita un vasto showroom dedicato a prodotti tipici e vini del territorio.

 


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